Category: Supercoppa italiana

ago102009

Mourinho non sa perdere

Fosse una scienza esatta, non piacerebbe a nessuno. Fosse prevedibile, non sarebbe il gioco del pallone. Così, proprio per la sua essenza, può capitare che il più debole, a sorpresa, batta il più forte. Perché nella sua semplicità, il pallone è fatto così: vince chi segna un gol in più. A Pechino c’è riuscita la Lazio. E l’Inter è tornata a casa con tanta amarezza. In questo primo scampolo di calcio vero la storia dei due tecnici salta agli occhi. Davide Ballardini vince il suo primo trofeo, manda in estasi un popolo, ma sembra quasi scusarsi di tanto ardire. Non avvezzo ai riflettori, finisce per diventare il più normale, tra i normali. Buon per lui. C’è il suo presidente, più catodico di una velina, a mantenere l’audience a livelli accettabili per la Lazio. Dall’altra parte il ricco, celebrato e osannato, Josè Mourinho. Al quale perdere non piace. E questa è una qualità. Ma che ha dimostrato di non saper perdere. Per carità, la sua analisi nel dopo partita sui limiti della Lazio e sulle qualità dell’Inter non fa una piega. Ed allora, lo «special one» ha perso un’occasione. Quella di dimostrare la sportività di chi, avendo vinto molto e avendo vissuto molto nel calcio, sa che queste giornate possono capitare. Che non c’è bisogno di chiedere allo specchio se sei il più bello del Reame; che un complimento alla Lazio, cinica eppure abilissima a sfruttare con due gol i tre tiri a disposizione, ci stava tutto. Che a volte, anche se si è dimostrato il gioco migliore, i giocatori migliori, può capitare di sbagliare. E di perdere. Che poi il ragionamento di Mourinho sia condivisibile, è altra questione. Come ha ricordato il collega Giancarlo Baccini sulle colonne di questo giornale, i rischi adesso sono tutti per la Lazio. Che magari immagina di trovare sempre accanto a se la sorte di Pechino. E non per l’Inter, che dopo l’amarezza cinese, avrà quella rabbia agonistica in più per non sbagliare. Così, nel dopo partita, uno scambio di ruoli sarebbe stato più gradito. Che Ballardini si lasci andare per una volta. Che di vittorie così, in fondo, non è piena la storia della Lazio, se si è dovuto attendere nove anni per bissare quella di Supercoppa italiana. E da Mourinho ci sarebbe piaciuto ascoltare altre parole. Complimenti vivi, a chi – più debole e sulla carta inferiore – con l’orgoglio e con la grinta ce la fa. Parole più dolci e meno autoconsolatorie. È strapagato anche per non sbagliare le sue uscite pubbliche, il divo Josè. E allora che si sciolga, ogni tanto, specie davanti ad una sconfitta inopinata e imprevedibile. È la storia del pallone. Anzi, del Mondo: ogni tanto, ma solo ogni tanto, Davide batte Golia. E se Golia prende d’aceto, bè, peggio per lui.

Il Tempo

ago102009

Conquistata la Supercoppa la Lazio si rituffa sul mercato

L’assalto a Diego Lugano, capitano dell’Uruguay, 28 anni, è il giocatore su cui Lotito e Tare stanno lavorando da qualche settimana. L’agente Figer aspetta prima di accettare l’offerta biancoceleste ma nell’ambiente laziale c’è un cauto ottimismo. Ma l’impegno più difficile è quello di piazzare qualcuno dei calciatori in esubero. Due portieri, Berni e Degrè, quattro difensori De Silvestri (Milan e Fiorentina sono in pressing), Stendardo, Cribari e Bonetto, quattro centrocampisti, Firmani, Correa, Manfredini e Ledesma e quattro attaccanti Makinwa, Pandev, Kozak e il giovane Medicino. Intanto L’Elfsborg, prossimo avversario in Europa League, è stato sconfitto in casa per 3-2 dal Gefle. Per la squadra di casa doppietta di Ishizaki.

Il Tempo

ago102009

La Lazio torna in Italia con la Supercoppa. Entusiasmo a Fiumicino

La Lazio, vincitrice della Supercoppa italiana contro l’Inter a Pechino, è rientrata a Roma. Il volo di linea dell’Air France, proveniente da Parigi, con a bordo giocatori, dirigenti e tecnici, è atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle 21,10. Festeggiati già sottobordo da molti operatori aeroportuali tifosi biancocelesti, i giocatori della Lazio sono stati prelevati a bordo di un pullman per essere condotti al ritiro dei bagagli. La Supercoppa italiana è portata dal team manager Maurizio Manzini.

ROCCHI - È stato capitan Tommaso Rocchi a salutare i tifosi della Lazio, che hanno invaso tutta l’area degli arrivi internazionali, invadendo anche una porzione dell’area doganale dell’aeroporto di Fiumicino. Il capitano, accompagnato dal team manager Maurizio Manzini, si è staccato infatti dal resto della squadra biancoceleste. Incontenibile l’esplosione di gioia dei tifosi che hanno cercato di abbracciare il capitano. Subito sono partiti a più riprese cori inneggianti alla vittoria di Supercoppa e al capitano. Per “contenere” l’entusiasmo degli oltre mille supporter è presente un nutrito cordone di agenti di polizia, coadiuvati anche da carabinieri e finanzieri. Da tempo non si vedevano allo scalo romano scene di tale gioia calcistica.

LA GIOIA - Sono almeno 1.500 i tifosi della Lazio hanno festeggiato all’aeroporto di Fiumicino i vincitori della Supercoppa italiana: alle 22,15 hanno circondato il pullman con a bordo giocatori e tecnici, e la Supercoppa italiana conquistata a Pechino bene in vista, che ha lasciato l’interno della pista e si è diretto all’anello viario al livello delle partenze nazionali. Appena è comparso il pullman, le centinaia di tifosi, che nel frattempo avevano appreso direttamente da capitan Rocchi l’appuntamento per il saluto diretto, hanno cominciato a correre verso il mezzo e iniziando una serie continua di cori; il più gettonato oltre a Tommaso Rocchi è stato Mauro Zarate. I giocatori, felici e sorridenti, hanno salutato i tifosi dall’interno del pullman. È durata venti minuti la festa, incontenibile, dei tifosi attorno al pullman della Lazio: il mezzo, scortato per decine di metri da due ali di folla festanti e che hanno applaudito i giocatori a più riprese, ha lasciato l’aeroporto di Fiumicino alle 22.35.

SULL’AEREO ANCHE MENEZ - Centinaia di foto ricordo, un tripudio indescrivibile quello dei sostenitori biancocelesti, che, battendo le mani più volte addosso al pullman, hanno ritmato senza sosta cori e slogan, inneggiando a Rocchi e Zarate ma anche al tecnico Ballardini, Muslera e Brocchi. A bordo del mezzo, la coppa è passata di man in mano ai giocatori, felicissimi che, appena scesi dall’aereo dell’Air France, colloquiando con le autorità, avevano espresso il desiderio di salutare direttamente i tanti tifosi accorsi. Una curiosità: sullo stesso aereo ha viaggiato l’attaccante della Roma, Jeremy Menez.

corrieredellosport.it

ago82009

La Lazio vince la Supercoppa Italiana

La Lazio a Pechino batte l’Inter per 2-1 e si aggiudica la sua 3° Supercoppa italiana. I gol sono stati realizzati da Matuzalem e Rocchi nella ripresa e inutile gol di Eto’o nel finale.

LazioBlog.com

ago82009

SUPERCOPPA ALLA LAZIO, INTER BATTUTA

PECHINO - E’ finito 2-1 per la Lazio il match che ha assegnato la Supercoppa italiana 2009.
I gol di Matuzalem e Rocchi, ha accorciato le distanze Etòo.

Fonte: Ansa