Man mano che la grande sfida si avvicina, società, allenatore, squadra, tifosi, appuntano le speranze su quelle che sono le certezze della Lazio. Tecniche, fisiche, mentali, ambientali.
Le tre sconfitte consecutive, che hanno certificato il campionato anonimo, per taluni versi sconcertante, sono state messe rapidamente in archivio. Meglio non pensarci troppo e guardare avanti con ottimismo verso quelle situazioni che rafforzano la convinzione che, quella di mercoledì, sarà una notte speciale per i colori biancocelesti.
Nonostante l’assenza del suo elemento di maggior classe, Goran Pandev, difficilmente recuperabile per la Sampdoria, la certezza più importante della formazione di Rossi è la coppia d’attacco Rocchi-Zarate. E, in una sfida dove bisogna assolutamente segnare per cullare sogni di vittoria, questo rappresenta una base di partenza molto significativa. In campionato, Rocchi e Zarate, hanno giocato insieme 18 volte, con 8 reti all’attivo: 4 a testa. Un tandem che ha fatto fatica a integrarsi però, col passare delle partite, si è dimostrato valido e prolifico. Anche contro l’Udinese il gol dell’attaccante veneziano è stato ispirato da un passaggio dell’argentino. Per caratura tecnica, rapidità e incisività possono fare decisamente meglio e di più e l finale sarà l’occasione giusta per compiere un altro salto di qualità. Nella partita più importante della stagione che, se vinta, consentirà a entrambi di entrare nella storia del club e giocare in Europa il prossimo anno.
Intanto, Tommaso Rocchi, contro la Sampdoria, taglierà un traguardo storico a livello personale: le 200 presenze con la maglia biancoceleste, condite da 83 reti. Una serata particolarmente importante per il capitano che vuol festeggiarla con il successo in Coppa. Quest’anno ha segnato alla Sampdoria nell’incontro di ”Marassi” e anche Zarate ha fatto centro contro i blucerchiati, un eurogol nell’andata all’Olimpico. Due gol che rappresentano un segnale importante in vista della finale per una Lazio che si affida alle prodezze dei suoi attaccanti per portare in bacheca il trofeo.
In questa stagione, sia Rocchi che Zarate, sono già andati in doppia cifra: 9 centri in campionato e 1 in Coppa per l’italiano, 12 in campionato e 2 in Coppa per l’argentino. Suscita ottimismo il fatto che il capitano, dopo un periodo di appannamento, sia tornato a segnare proprio alla vigilia della finale, dimostrando di aver ritrovato lo smalto perduto. Mentre Zarate, pur non andando a bersaglio, ha dimostrato di star bene fisicamente con una prova puntigliosa e vivace. Insomma, la coppia arriva al grande appuntamento in ottime condizioni di forma per guidare la Lazio a quel successo che aprirebbe orizzonti nuovi anche in chiave europea e che darebbe un senso concreto a un’annata altrimenti molto deludente.
Le altre certezze sulle quali fa affidamento il popolo laziale sono il valore complessivo della squadra, la forza mentale e il fattore campo. Sicuramente la Lazio è una formazione che, a livello tecnico, è superiore alla Samp anche se, spesso, in una finale, i valori possono anche azzerarsi. Però la Lazio avrà dalla sua parte il vantaggio di giocare all’Olimpico. Si calcola, infatti, che sugli spalti, ci saranno oltre 50 mila sostenitori di fede biancoceleste, oltre il doppio dei doriani. Una situazione importante che dovrà garantire risorse psicologiche, stimoli e forza fisica superiore. Mentalmente la squadra ha potuto prepararsi per la finale trascurando il campionato. E, proprio in funzione di questa partita, i tifosi hanno perdonato tutto, anche le troppe sconfitte (17) perciò la Lazio arriva all’appuntamento senza alibi per vincere la coppa Italia. Partendo dalle sue certezze.
Gabriele De Bari - Il Messaggero