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apr262009

Rossi: “In finale avrei preferito incontrare l’Inter”

Visto quanto fatto con Milan e Juventus in coppa Italia, avrei preferito affrontare l’Inter in finale”. Il tecnico della Lazio, Delio Rossi, sognava i nerazzurri come avversari il prossimo 13 maggio allo stadio per per la conquista della coccarda tricolore: e invece ci sarà la Sampdoria, che ha eliminato proprio lo squadrone di Mourinho.

“Era giusto che questa squadra, senza aspettare, avesse già la possibilità di far festa (se fosse passata l’Inter, i biancocelesti si sarebbero ritrovati matematicamente qualificati in coppa Uefa, ndr). Invece sarà una bella battaglia. La Samp ha meno qualità rispetto all’Inter ma comunque io ho timore solo della mia Lazio” aggiunge Rossi. Ma dopo la qualificazione in coppa torna il campionato e domani c’è l’Atalanta: Rossi ha ammesso che “la finale di coppa darà sicuramente qualcosa in più alla squadra per questa ultima parte di campionato in cui abbiamo ancora molto da dire”. “Domani non potrò contare su Dabo (infortunato ndr) - ha quindi rivelato il tecnico biancoceleste -, un giocatore sul quale facevamo affidamento non avendo a diposizione Matuzalem (ancora squalificato ndr). Cercherò di schierare la formazione più idonea e non so se farò riposare qualcuno, anche perchè siamo contati. Vedremo. Comunque non temo cali di tensione anche perchè una squadra forte deve saper giocare una partita ogni tre giorni”. Parlando degli avversari, Rossi ha spiegato di aspettarsi “una squadra organizzata. L’Atalanta sono due anni che sta facendo un buon calcio ed ha ottenuto ottimi risultati. Sarà una partita tosta e non credo che ci saranno ripercussioni per l’addio anticipato da Del Neri”. Sul proprio futuro, invece, il tecnico ha ribadito che “la situazione è molto chiara, in questo momento non è il caso di parlarne. Non ne ho parlato prima, non ne parlo ora. Le valutazioni poi le faranno gli altri. Penso solo alla Lazio, ora che le cose stanno andando meglio e anche quando non andavano bene. Non è un allenatore a dover dire cosa ha fatto e cosa no. Chi ha gli occhi deve valutare”. Ultima battuta dedicata alla trattativa che il presidente Claudio Lotito sta portando avanti in Qatar per concludere l’acquisto a titolo definitivo dell’attaccante argentino Mauro Zarate: “Una squadra come la Lazio deve trattenere i migliori giocatori. Zarate è importante e il presidente deve fare di tutto per trattenerlo - le parole di Rossi -. È un giocatore che ha del talento ed è innegabile. È migliorato molto, gioca molto più con i compagni e ne ha tratto lui stesso giovamento. Mauro è uno che si allena con costanza e questo gli fa onore. È un professionista”.

ANSA

mar152009

Serie A: la Lazio affonda in casa contro il Chievo

Anno nuovo, vita nuova. Mai frase fatta fu più adatta al Chievo di Mimmo Di Carlo, che va a vincere anche all’Olimpico e si candida con fermezza a disputare un’altra stagione nella massima serie. I numeri nel 2009 sono emblematici: 4 vittorie, 6 pareggi e una sola sconfitta (a Firenze, il 22 febbraio). Contro la Lazio arriva la terza vittoria in trasferta (dopo Reggio Calabria e Bergamo), del tutto meritata. Decide l’uno-due fulmineo firmato Bogdani-Pellissier nel primo tempo, con l’attaccante aostano che mette al sicuro il risultato nella ripresa. Male la Lazio, incapace di rendersi pericolosa negli ultimi metri e sempre in difficoltà contro la superiorità numerica del Chievo a metà campo.

SCHIERAMENTI - All’Olimpico si affrontano due squadre in salute. La Lazio, reduce da tre successi consecutivi, presenta l’undici annunciato. Rocchi va in panchina, davanti spazio al tandem Pandev-Zarate. Di Carlo recupera in extremis Luciano e manda in panchina sia Italiano che Colucci. Davanti alla difesa gioca Rigoni.

DETERMINAZIONE - Sin dai primi minuti si capisce che la motivazione degli ospiti è quella vista nelle ultime uscite. Difesa attenta, centrocampo solido e molta determinazione sono le armi migliori dei veneti. Rigoni e Marcolini si alternano in cabina di regia con ottimi risultati, mentre Luciano prova a fare da raccordo per il tandem (molto mobile) Pellissier-Makinwa. Al 20′ però Di Carlo deve fare a meno del nigeriano, che si ferma per un problema muscolare dopo un tentativo di scatto. Al suo posto entra Bogdani.
UNO-DUE - Mossa obbligata e fortunata. Passano pochi minuti ed è proprio l’attaccante albanese a sfruttare la prima palla utile per portare in vantaggio i gialloblù: cross chirurgico di Frey dalla destra e colpo di testa in anticipo sui centrali di casa. La Lazio non fa in tempo a battere la ripresa del gioco, che arriva il raddoppio: fuga di Pellissier ai danni di un Siviglia troppo molle e tocco sotto a tu per tu con Muslera. Zero-due e lazio sotto shock. La risposta arriva quasi allo scadere dei primi 45′, ma sul destro di Foggia si esalta Sorrentino. Per il resto, a parte qualche tiraccio da fuori, gli uomini di Delio Rossi non creano pericoli.

RIPRESA - Il tecnico biancoceleste opera i cambi annunciati: dentro Mauri e Rocchi per Brocchi e Pandev, ma la musica non cambia. Anzi. Nel Chievo sale in cattedra Pinzi e in mediana la supremazia è notevole. La Lazio ci prova con qualche sortita di Foggia e Rocchi, ma non si registrano interventi al di là dell’ordinaria amministrazione da parte di Sorrentino. Morero e Yepes ribattono colpo su colpo e gli uomini di Di Carlo sfiorano il terzo gol in contropiede. Nel finale, dopo l’espulsione di Kolarov (brutto fallo su Yepes) arriva la doppietta di Pellissier, con un comodo tap-in sull’invito di Colucci.

Emiliano Pozzoni - gazzetta.it