La partita con la Juventus sullo sfondo. In primo piano il suo futuro. La vigilia dell’ultima gara della stagione è stata per Delio Rossi un lungo viaggio su quello che potrebbe essere: il probabile addio alla panchina della Lazio. Così la sfida con i bianconeri è stata chiusa in poche parole. Quelle per cui i biancocelesti vanno «a chiudere una stagione in cui sicuramente si poteva fare meglio. Ma la chiuderemo su un campo che ci ha visto protagonisti contro una squadra importante- ha spiegato- Ci terrei quindi a farlo bene, perchè negli occhi della gente restano sempre le ultime partite».
ALLA FINESTRA - Il presente è tutto qui. E il futuro? Novità dopo l’incontro con il presidente Claudio Lotito? «Abbiamo parlato, fatto il punto della situazione e di cosa bisogna fare per migliorarci. Lui mi ha detto che si sarebbe preso 3-4 giorni di tempo per riflettere- le parole del tecnico - Io sono qui, a disposizione della società. Dopo la partita resterò a Roma, anche perchè i miei figli devono finire la scuola, in più ci siamo portati avanti con il programma atletico, abbiamo fissato le date del ritiro: ora penso che il presidente mi convocherà, ma non abbiamo fissato una data». Alla finestra ci sono diversi altri club. «Sono venute certe società a parlarmi direttamente ed altre indirettamente, ed io gli ho detto che la mia priorità è la Lazio. Poi, nel momento in cui non ci troveremo in accordo, mi sentirò libero, ma tutt’ora è la Lazio la mia priorità. Fino al 31 maggio non posso parlare con nessuno. Fino a domani, quindi (ride, ndr)».
LE RICHIESTE - Il progetto di Lotito non sarebbe molto distante da quello di Rossi… «Secondo me non è molto distante, è qualcosa di condivisibile, con me o con qualsiasi altro allenatore, non cambierebbe niente. Gli allenatori passano, la Lazio rimane, quello che conta è il bene della Lazio». Lotito infatti sta pensando anche ad altri allenatori… «Ma è legittimo che il presidente veda altre situazioni- ha commentato Rossi- Io mi conosco, so quanto valgo, può contattare chi vuole, la cosa importante è che sia fatto tutto nel bene della Lazio». «Io ho fatto richieste nel bene della Lazio- ha proseguito- poi il proprietario della società ha una strategia, è lui che ne deve tenere conto. Poi, se questo viene fatto con Rossi o un altro tecnico decide il presidente».
IL BILANCIO - Aspettando le scelte, ecco un bilancio di questi quattro anni sulla panchina biancoceleste. «Forse il lavoro migliore l’ho fatto l’anno scorso, quando abbiamo rischiato di mandare tutto a carte quarantotto. Il primo anno ci siamo qualificati per la Coppa Uefa, il secondo siamo andati in Champions, l’anno scorso non abbiamo fatto bene in termini di risultati, ma è stato fondamentale per gettare le basi per il futuro. Quest’anno, infine- ha concluso Rossi- abbiamo centrato un risultato che entra negli annali, perchè abbiamo messo un titolo nella bacheca (la Coppa Italia, ndr). Questo è il bilancio».
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