“Un progetto non dipende da una partita”. Delio Rossi va dritto per la sua strada. Venerdì i tifosi a Formello hanno chiesto le sue dimissioni, il tecnico seccamente rimanda al mittente il messaggio.
“È un atto di resa da codardi, da vigliacchi, e io non lo farò mai. Perchè dovrei lasciare? Siamo a due punti dalla Coppa Uefa e in semifinale di Coppa Italia, passerei anche da eroe… Ma questo discorso non mi sta bene, non ne vedo i motivi. Non ho bisogno di sentire che se non batto il Milan o la Fiorentina allora perdo la panchina, il progetto è quello che conta. Se la società vuole allora si deve continuare lo stesso, altrimenti è meglio cambiare subito, non serve aspettare una partita. La scadenza del mio contratto non è un mio problema. È un problema interno perchè qualcuno può avere qualche idea strana ed è per questo che reputo questo fattore più importante. È come ti vedono gli altri, non come ti vedi tu. Il mio contratto è l’ultimo dei miei problemi”. Il messaggio è molto chiaro. Il timore è che il suo contratto in scadenza possa essere un alibi dentro lo spogliatoio. “Una squadra non ha bisogno della scossa- prosegue Rossi- deve essere interna la spinta, soprattutto in un momento difficile. Ora mi aspetto che la squadra giochi da squadra, contro il Cagliari abbiamo fatto male ma a Genova la prestazione è stata di livello, è mancato il risultato. Non saremo mai una squadra impermeabile ma c’è molto da migliorare soprattutto sull’attenzione. Abbiamo peccato in certe situazioni, dove dobbiamo migliorare molto ma non dobbiamo andare in paura”. Le scelte tecniche ancora non sono decise ma Rossi ha già in testa la squadra che affronterà il Milan. “Dovrò valutare alcune scelte, il portiere è una di queste anche se Muslera a Genova ha fatto bene, ma se decido per uno continuo con quello. Carrizo sta vivendo questa situazione con molta forza, ora forse sta vedendo il calcio italiano come quello argentino, ma da noi ha fiducia. Molti portieri sudamericani sono andati a giocare in squadre diverse per farsi le ossa prima di far bene poi rientrati alla base. In questo momento indipendentemente dai problemi di formazione non abbiamo alibi, contro i rossoneri giocherà una squadra comunque competitiva. Giochiamo contro una grande, ma in un momento così delicato dobbiamo fare gruppo ed uscirne uniti e compatti senza fare i buoni ed i cattivi, in un momento così bisogna stare ancora più uniti aspettando che la bufera passi. Affronteremo una squadra che gioca e ti lascia giocare, ma se la lasci giocare troppo con il fraseggio a centrocampo rischi il peggio. Il nostro sistema di gioco sarà sempre lo stesso, magari cambierà qualcosa, ma siamo strutturati così e continueremo così”.
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